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M° Uto Ughi / © UniversyTV 2005
Il Grande Maestro tra giovani, iniziative e studio della Musica
Uto Ughi chiama, i giovani rispondono   di Laura Ruzza
Intervista al noto violinista di fama mondiale
Il 22 settembre nella Chiesa di Santa Sabina all'Aventino si sono svolte le prove aperte dell'Orchestra Giovanile Uto Ughi per Roma: numerosissimi i ragazzi intervenuti ai quali il Maestro Ughi ha spiegato, per poterle meglio capire musicalmente, le interpretazioni proposte:

"Bisogna dare ai giovani la possibilità di conoscere la musica classica. Ho verificato personalmente - ha affermato Ughi - che quando i giovani la ascoltano dal vivo, e per tanti di loro è la prima volta, ne restano completamente estasiati e molti di loro giungono addirittura alle lacrime per l'emozione. I giovani aspettano solo qualche musicista che sappia spiegare loro la musica ed apra loro le porte della conoscenza musicale, la musica è comunicazione e per questo non servono i soliti docenti bacchettoni."

L'Orchestra giovanile Uto Ughi per Roma, formata da archi e fiati, è nata nel 1999, attraverso una serie di incontri avvenuti in vari conservatori italiani tra il maestro Ughi e alcuni giovani allievi segnalatisi per la loro bravura. Gli incontri, basati sull'ascolto di brani strumentali eseguiti dai giovani prescelti, hanno dato vita ad una selezione di tipo sperimentale basata, oltrechè sul normale criterio di giudizio, su consigli ed esempi pratici inerenti alla preparazione tecnica ed interpretativa. Successivamente i giovani dei Conservatori (diplomandi e diplomati) hanno seguito un corso di preparazione orchestrale sotto la guida di Maryse Regard, primo violino di spalla dell'Orchestra Sinfonica dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e hanno partecipato alla successiva concertazione del repertorio con il maestro Aprea. Al termine delle prove aperte il Maestro Ughi gentilmente si è lasciato intervistare per UniversyTV, anche se su alcune domande non ha voluto esternare i suoi segreti pensieri.

- Maestro, a quale età ha iniziato a studiare violino? È stata una passione nata in Lei spontaneamente oppure è stato incitato dalla sua famiglia?

Ho iniziato a studiare violino tra i 4 ed i 5 anni e sono stato aiutato dai miei genitori, ma non spinto: credo che nessuno debba spingere nessuno a studiare la musica. Ritengo che lo studio del violino debba iniziare quando si è molto giovani. In Giappone mettono i violini in mano ai bambini di 3 anni proprio per abituarli fin da piccoli alla posizione corretta, all'intonazione giusta. Però ci sono molte persone che hanno cominciato tardi e sono diventate bravissime, quindi non c'è una regola generale assoluta.

- Paganini diceva: "Se non studio un giorno me ne accorgo solo io; se non studio due giorni se ne accorgono tutti gli altri". Lei quante ore al giorno studia?

Non c'è una regola fissa ma lo studio giornaliero è la conditio sine qua non per fare il concertista.

- Lei possiede due esemplari di violino: un Guarnieri del Gesù e uno Stradivari. Quali sono le differenze tra questi due strumenti?

Si tratta di differenze minime percepibili solo da esperti anche se prima di tutto è necessario avere una giusta acustica. Le differenze sono soprattutto nel timbro, nel suono: il timbro dello Stradivari è più chiaro, più simile alla voce di una donna, di un soprano, mentre il timbro del Guarnieri è baritonale, più scuro.

- Ha mai pensato di suonare in pubblico questi due esemplari d'epoca con delle corde di budello?

Le corde di budello vanno benissimo in un ambiente piccolo, ristretto, però in un ambiente grande come le nostre sale da concerto non si sentirebbe assolutamente nulla. Le corde di budello si usavano una volta perché gli ambienti erano più piccoli per circa 200-300 persone, non accoglievano le 2000-3000 persone odierne.

- Oltre a suonare, potrebbe definirsi anche compositore di musiche proprie?

Questa è una domanda molto interessante. Bisogna ricordare che una volta i grandi strumentisti erano anche compositori. I grandi violinisti del 1700, come per esempio Paganini, erano anche compositori. Oggi, invece, si vive in un momento di specializzazione: c'è il pianista, il direttore d'orchestra, il compositore, perché si pensa che in questo modo sia possibile raggiungere un più alto grado di perfezione. Io credo invece che si dovrebbe cercare di arrivare a possedere una cultura musicale globale, si dovrebbe avere un panorama della musica più completo. Il mio maestro era pianista, violinista, direttore d'orchestra e insegnante; chi riesce a ricoprire più ruoli ha una visione della musica più completa e più approfondita.

- Qual è il compositore che preferisce suonare?

Dipende dal momento in cui uno si trova, non esiste mai una preferenza assoluta per una cosa. Avevano fatto la stessa domanda anche al grande pianista A. Rubinstein e lui aveva risposto "Quello che eseguo al momento". Io condivido pienamente questa affermazione.

- Maestro, i giovani si interessano più alla musica leggera perché si identificano nelle parole delle canzoni. Secondo Lei, come possono i ragazzi identificarsi e comprendere la musica classica?

Naturalmente le canzoni sono alla portata di tutti perché le parole aiutano a comprendere ciò che la musica vuole dire. Tuttavia non è necessario che la musica abbia delle parole; esistono musiche che hanno un significato diverso al di là delle parole. La canzone è indubbiamente un genere di musica popolare, cioè una musica che viene dal popolo, dalla sensibilità della gente. Molti grandi compositori della storia della musica si sono ispirati alla musica popolare, ricordiamo per esempio Bartòk.

- Molti ragazzi vorrebbero entrare nell'Orchestra Giovanile Uto Ughi per Roma. Quali sono le modalità di accesso a questo gruppo?

Prima di tutto è necessario suonare bene, intonati e studiare molto. I ragazzi che ne fanno parte hanno dovuto affrontare un esame selettivo perché coloro che non suonano molto bene non vengono accettati. In un gruppo così basta una sola persona che suona male per rovinare tutti gli altri. Coloro che desiderano suonare in quest'orchestra possono sostenere l'esame e, se ne hanno le capacità, saranno i benvenuti.

- Studiare musica oggi è molto costoso. Ha mai pensato di aprire un'accademia musicale completamente gratuita dove i giovani possano affrontare i loro studi?

Quando ero ragazzo, io studiavo all'Accademia Chigiana di Siena dove era possibile studiare gratis grazie alla generosità del Conte Chigi di Siena, il quale aveva messo a disposizione tutto quello che aveva per la musica, per far studiare i ragazzi con i migliori maestri del mondo. Ho conosciuto i più grandi maestri e interpreti del mondo che insegnavano lì solo per la grande amicizia che avevano con il Conte Chigi. Per esempio, c'era Rubinstein per il pianoforte.

- Lei come progetterebbe una riforma dell'educazione musicale nella scuola?

Più che di riforma io direi che bisognerebbe iniziare a parlare di educazione musicale a scuola perché non è stato fatto e non si fa quasi niente. Prima di tutto istituirei l'educazione musicale in tutte le scuole, dalla primaria ai licei, ma non come disciplina opzionale ma obbligatoria.

- Crede che i suoi colleghi si spenderebbero per questa giusta causa come sta facendo Lei?

Credo proprio di sì perché è una cosa che riguarda tutti, il pubblico del domani sono i giovani e se i giovani non hanno un'educazione musicale e non vengono più ai concerti, la vita del musicista è finita.

- Come mai ha scelto proprio la città di Roma per organizzare la rassegna concertistica dedicata ai giovani?

Roma è la capitale della storia, della cultura, della religione; Roma è l'Italia. Ho scelto Roma anche perché io ho casa a Roma e poi anche perché ho trovato una persona sensibilissima come l'Assessore Gianni Borgna: è stata lui la prima persona a cui ho parlato di questo progetto. Ho trovato una sintonia di vedute, una vivacità intellettuale ed una disponibilità straordinaria da parte del Comune di Roma.

Grazie Maestro, grazie di cuore per il tempo e l'amore che, nell'universo della musica, Lei solo dedica a noi giovani.

(articolo pubblicato il 28/09/2005)