| Il Grande Maestro tra
giovani, iniziative e studio della Musica |
| Uto Ughi chiama, i giovani
rispondono di Laura
Ruzza |
Intervista al
noto violinista di fama mondiale
Il 22 settembre nella Chiesa di Santa Sabina
all'Aventino si sono svolte le prove aperte dell'Orchestra Giovanile
Uto Ughi per Roma: numerosissimi i ragazzi intervenuti ai
quali il Maestro Ughi ha spiegato, per poterle meglio capire
musicalmente, le interpretazioni proposte:
"Bisogna dare ai giovani la possibilità di conoscere
la musica classica. Ho verificato personalmente - ha affermato
Ughi - che quando i giovani la ascoltano dal vivo, e per
tanti di loro è la prima volta, ne restano completamente estasiati e
molti di loro giungono addirittura alle lacrime per l'emozione. I
giovani aspettano solo qualche musicista che sappia spiegare loro la
musica ed apra loro le porte della conoscenza musicale, la musica è
comunicazione e per questo non servono i soliti docenti
bacchettoni."
L'Orchestra giovanile Uto Ughi
per Roma, formata da archi e fiati, è nata nel 1999, attraverso una
serie di incontri avvenuti in vari conservatori italiani tra il
maestro Ughi e alcuni giovani allievi segnalatisi per la loro
bravura. Gli incontri, basati sull'ascolto di brani strumentali
eseguiti dai giovani prescelti, hanno dato vita ad una selezione di
tipo sperimentale basata, oltrechè sul normale criterio di giudizio,
su consigli ed esempi pratici inerenti alla preparazione tecnica ed
interpretativa. Successivamente i giovani dei Conservatori
(diplomandi e diplomati) hanno seguito un corso di preparazione
orchestrale sotto la guida di Maryse Regard, primo violino di spalla
dell'Orchestra Sinfonica dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
e hanno partecipato alla successiva concertazione del repertorio con
il maestro Aprea. Al termine delle prove aperte il Maestro Ughi
gentilmente si è lasciato intervistare per UniversyTV, anche se su
alcune domande non ha voluto esternare i suoi segreti pensieri.
- Maestro, a quale età ha iniziato a studiare violino? È
stata una passione nata in Lei spontaneamente oppure è stato
incitato dalla sua famiglia?
Ho iniziato a studiare
violino tra i 4 ed i 5 anni e sono stato aiutato dai miei genitori,
ma non spinto: credo che nessuno debba spingere nessuno a studiare
la musica. Ritengo che lo studio del violino debba iniziare quando
si è molto giovani. In Giappone mettono i violini in mano ai bambini
di 3 anni proprio per abituarli fin da piccoli alla posizione
corretta, all'intonazione giusta. Però ci sono molte persone che
hanno cominciato tardi e sono diventate bravissime, quindi non c'è
una regola generale assoluta.
- Paganini diceva: "Se non
studio un giorno me ne accorgo solo io; se non studio due giorni se
ne accorgono tutti gli altri". Lei quante ore al giorno
studia?
Non c'è una regola fissa ma lo studio giornaliero
è la conditio sine qua non per fare il concertista.
- Lei
possiede due esemplari di violino: un Guarnieri del Gesù e uno
Stradivari. Quali sono le differenze tra questi due
strumenti?
Si tratta di differenze minime percepibili
solo da esperti anche se prima di tutto è necessario avere una
giusta acustica. Le differenze sono soprattutto nel timbro, nel
suono: il timbro dello Stradivari è più chiaro, più simile alla voce
di una donna, di un soprano, mentre il timbro del Guarnieri è
baritonale, più scuro.
- Ha mai pensato di suonare in
pubblico questi due esemplari d'epoca con delle corde di
budello?
Le corde di budello vanno benissimo in un
ambiente piccolo, ristretto, però in un ambiente grande come le
nostre sale da concerto non si sentirebbe assolutamente nulla. Le
corde di budello si usavano una volta perché gli ambienti erano più
piccoli per circa 200-300 persone, non accoglievano le 2000-3000
persone odierne.
- Oltre a suonare, potrebbe definirsi
anche compositore di musiche proprie?
Questa è una
domanda molto interessante. Bisogna ricordare che una volta i grandi
strumentisti erano anche compositori. I grandi violinisti del 1700,
come per esempio Paganini, erano anche compositori. Oggi, invece, si
vive in un momento di specializzazione: c'è il pianista, il
direttore d'orchestra, il compositore, perché si pensa che in questo
modo sia possibile raggiungere un più alto grado di perfezione. Io
credo invece che si dovrebbe cercare di arrivare a possedere una
cultura musicale globale, si dovrebbe avere un panorama della musica
più completo. Il mio maestro era pianista, violinista, direttore
d'orchestra e insegnante; chi riesce a ricoprire più ruoli ha una
visione della musica più completa e più approfondita.
-
Qual è il compositore che preferisce suonare?
Dipende dal
momento in cui uno si trova, non esiste mai una preferenza assoluta
per una cosa. Avevano fatto la stessa domanda anche al grande
pianista A. Rubinstein e lui aveva risposto "Quello che eseguo al
momento". Io condivido pienamente questa affermazione.
-
Maestro, i giovani si interessano più alla musica leggera perché si
identificano nelle parole delle canzoni. Secondo Lei, come possono i
ragazzi identificarsi e comprendere la musica
classica?
Naturalmente le canzoni sono alla portata di
tutti perché le parole aiutano a comprendere ciò che la musica vuole
dire. Tuttavia non è necessario che la musica abbia delle parole;
esistono musiche che hanno un significato diverso al di là delle
parole. La canzone è indubbiamente un genere di musica popolare,
cioè una musica che viene dal popolo, dalla sensibilità della gente.
Molti grandi compositori della storia della musica si sono ispirati
alla musica popolare, ricordiamo per esempio Bartòk.
-
Molti ragazzi vorrebbero entrare nell'Orchestra Giovanile Uto Ughi
per Roma. Quali sono le modalità di accesso a questo
gruppo?
Prima di tutto è necessario suonare bene,
intonati e studiare molto. I ragazzi che ne fanno parte hanno dovuto
affrontare un esame selettivo perché coloro che non suonano molto
bene non vengono accettati. In un gruppo così basta una sola persona
che suona male per rovinare tutti gli altri. Coloro che desiderano
suonare in quest'orchestra possono sostenere l'esame e, se ne hanno
le capacità, saranno i benvenuti.
- Studiare musica oggi è
molto costoso. Ha mai pensato di aprire un'accademia musicale
completamente gratuita dove i giovani possano affrontare i loro
studi?
Quando ero ragazzo, io studiavo all'Accademia
Chigiana di Siena dove era possibile studiare gratis grazie alla
generosità del Conte Chigi di Siena, il quale aveva messo a
disposizione tutto quello che aveva per la musica, per far studiare
i ragazzi con i migliori maestri del mondo. Ho conosciuto i più
grandi maestri e interpreti del mondo che insegnavano lì solo per la
grande amicizia che avevano con il Conte Chigi. Per esempio, c'era
Rubinstein per il pianoforte.
- Lei come progetterebbe una
riforma dell'educazione musicale nella scuola?
Più che di
riforma io direi che bisognerebbe iniziare a parlare di educazione
musicale a scuola perché non è stato fatto e non si fa quasi niente.
Prima di tutto istituirei l'educazione musicale in tutte le scuole,
dalla primaria ai licei, ma non come disciplina opzionale ma
obbligatoria.
- Crede che i suoi colleghi si spenderebbero
per questa giusta causa come sta facendo Lei?
Credo
proprio di sì perché è una cosa che riguarda tutti, il pubblico del
domani sono i giovani e se i giovani non hanno un'educazione
musicale e non vengono più ai concerti, la vita del musicista è
finita.
- Come mai ha scelto proprio la città di Roma per
organizzare la rassegna concertistica dedicata ai
giovani?
Roma è la capitale della storia, della cultura,
della religione; Roma è l'Italia. Ho scelto Roma anche perché io ho
casa a Roma e poi anche perché ho trovato una persona sensibilissima
come l'Assessore Gianni Borgna: è stata lui la prima persona a cui
ho parlato di questo progetto. Ho trovato una sintonia di vedute,
una vivacità intellettuale ed una disponibilità straordinaria da
parte del Comune di Roma.
Grazie Maestro, grazie di cuore per
il tempo e l'amore che, nell'universo della musica, Lei solo dedica
a noi giovani.
(articolo pubblicato il
28/09/2005) | |